Flop City


[Aggiornamento: A degna conclusione della vicenda (almeno per ora) è arrivata la quasi-rissa tra esponenti del PD e di Forza Italia tra il pubblico del Consiglio Comunale di Sabato scorso: i primi hanno esposto degli striscioni tra l’ironico ed il polemico, i secondi hanno tentato di coprirli e strapparli e alla fine si è quasi arrivati alle mani: uno spettacolo sinceramente sconfortante, soprattutto perchè portato avanti anche da esponenti di punta di entrambi i partiti, probabilmente in cerca di consensi. Arrivando comunque alla sostanza dei fatti, il piano economico finanziario del progetto Flow City è stato approvato con 10 voti favorevoli (maggioranza più l’ex-opposizione Casale Etica), 9 contrari (le minoranze) e 2 significative astensioni (l’Assessore al Bilancio Mussida ed il Consigliere ex-Lega Borghi); il tutto senza quindi la maggioranza dei voti e nonostante i pareri contrari del Revisore dei conti e del Responsabile del servizio finanziario.]

Martedì 18 Febbraio 2014 si è consumata l’ennesima farsa in Consiglio Comunale. La maggioranza (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Nuovo Centro-Destra) non si è presentata in blocco perché “ammalata”: solo il Presidente e un Assessore si sono salvati dal micidiale virus chiamato “Piano economico-finanziario del progetto Flow City”. La minoranza attonita era presente al completo, ma a nulla sono servite le proteste per il comportamento irrispettoso della Giunta e dei Consiglieri di centro-destra. Serietà e correttezza amministrativa erano già state accantonate negli ultimi tre Consigli, convocati per approvare il progetto di recupero dell’ex casa di riposo Vittadini-Terzaghi e poi rinviati; ma mai era successo che quasi tutta la maggioranza si desse malata. Ma che cosa si cela nelle pieghe di questo progetto? Sicuramente la mancanza della documentazione necessaria e l’impossibilità di valutare per tempo un progetto importante, soprattutto dal punto di vista finanziario. Dopo l’annullamento della seconda convocazione di Giovedì 20 chiesto dalla minoranza, è stato convocato in fretta e furia un nuovo Consiglio per Sabato 22 alle ore 10. Ma non è finita qua: anche questa seduta è stata annullata per “irregolarità formali e procedurali” ed oggi ne è stata fissata d’urgenza un’altra sempre per Sabato ma alle ore 12: sarà questo l’ultimo atto? Nel frattempo vi proponiamo un sunto della telenovela per tentare di capire meglio come stanno le cose.

Del progetto Flow City si parla molto da qualche settimana perchè riguarderà da vicino gli abitanti della nostra città; si tratta di una questione che non ha mancato di suscitare accese discussioni sia in Consiglio Comunale che nelle sedi di partito e sulle pagine della stampa locale. Per come è stato presentato al Consiglio Comunale dello scorso 27 Gennaio, Flow City è un progetto che prevede la ristrutturazione della vecchia casa di riposo Vittadini-Terzaghi vicino al Convento dei Cappuccini per trasformarla in un attrezzato e modernissimo polo per disabili, completo di ambulatorio, comunità socio-sanitaria e alloggi per le famiglie dei degenti; stando ai dati forniti inizialmente ci sarà la possibilità di ospitare parecchie decine di persone e di creare posti di lavoro.

Un progetto faraonico, cui il nome all’americana contribuisce da subito a creare l’immagine di una struttura fantascientifica, costruita non in qualche metropoli all’avanguardia ma proprio nella nostra città. Al di là della facile ironia sul nome, il progetto di per sé potrebbe risultare utile ed apprezzabile; eppure già dal Consiglio nel quale è stato presentato ha scatenato accesissime discussioni. Fondamentalmente per due motivi: il modo poco trasparente con cui il progetto è stato presentato e l’assenza di indicazioni su dove reperire i finanziamenti per realizzarlo.  Perché un progetto simile, va da sé, richiede un impegno economico rilevante.

Per ricostruire la storia di questo progetto occorre fare un passo indietro e risalire alle precedenti amministrazioni di centro-sinistra, che a loro tempo erano alle prese con la ristrutturazione della casa di riposo, che abbandonarono reputando troppo onerosa la spesa di 4 miliardi di lire (2 milioni di euro); optarono allora per la costruzione di una struttura completamente nuova costata circa 7 milioni di euro, ai quali si aggiunsero le spese relative a biblioteca, piste ciclabili e Piazza del Popolo, portando nel 2009 al famoso debito di 15 milioni di euro, che il comune di Casalpusterlengo sta pagando versando rate di circa un milione all’anno fino al 2035. Con l’inaugurazione della nuova casa di riposo gli ospiti della Vittadini-Terzaghi vennero spostati nella nuova struttura, mentre essa restò abbandonata aggiungendosi alle vicine rovine del vecchio ospedale in disuso.

Le elezioni comunali del 2009 premiarono l’attuale amministrazione di centro-destra, che negli anni a seguire ci ha esasperati con le sue campagne pubblicitarie sulla riduzione del debito comunale ‘lasciato dall’amministrazione precedente’. Un ritornello ripetuto ogni volta che veniva tacciata di non fare niente per la città; così anche i progetti per la riqualificazione di Piazza dei Cappuccini furono abbandonati per assenza di fondi.

Si arrivò così al 2012, quando l’Amministrazione di centro-destra decise di aderire al bando promosso dalla Fondazione Cariplo che tra gli altri premiava i progetti relativi alle attività di servizio alla persona; con una spesa di 18.000 euro venne realizzato un progetto chiamato appunto “Flow City”. Ma nei mesi seguenti si presentarono numerosi  imprevisti:  contributi della Fondazione Cariplo ridotti a 300.000 euro (mentre la Regione contribuiva con 500.000 euro), aste per vendita degli immobili deserte, coinvolgimento di privati per lo studio delle complessità dell’operazione (con spesa di 13.000 euro). Alla fine il problema principale rimaneva come finanziare l’opera, che da progetto prevedeva un costo di 3,8 milioni di euro, a fronte di contributi pubblici fermi a 800.000 euro.

Nel frattempo sono trascorsi altri due anni e giunti ad inizio 2014 si sono fatte imminenti le nuove elezioni comunali. Il 24 Gennaio viene fissata la seduta del Consiglio Comunale per discutere il nuovo indirizzo del progetto “Flow City”, ma alcuni membri della maggioranza di centro-destra non si presentano facendo venire a mancare il numero legale per poter svolgere il dibattito. Il 27 Gennaio il Consiglio si riunisce in seconda convocazione: all’ordine del giorno l’approvazione del progetto e di alcune misure atte a permetterne la realizzazione. Ai Consiglieri viene presentato il progetto ridimensionato in blocco, per la prima volta solo quella sera stessa, insieme alla richiesta brutalmente frettolosa di approvarlo. Le minoranze lamentano la poca chiarezza dimostrata dalla Giunta sulla questione dei finanziamenti: sicuri sono infatti solo i contributi di 300.000 euro da parte della Fondazione Cariplo e di 500.000 euro dalla Regione Lombardia, ma la reale entità del finanziamento mancante non viene chiarita. Qualcuno dice che “Flow City” costerà 2 milioni di euro, qualcuno 2,5 milioni di euro, ma nessuno sa quanto sia effettivamente il denaro mancante, nè dove reperirlo. Le opposizioni dichiarano che nei tempi assurdamente ristretti coi quali il progetto è stato sottoposto ai Consiglieri non è possibile esprimere un parere favorevole; accusano inoltre il Sindaco Flavio Parmesani di non avere neppure fatto un’indagine sulle effettive liste d’attesa e di non aver altresì dato alcun chiarimento su quale tipo di disabili la struttura sarà atta ad ospitare. Dal canto suo l’Assessore al Bilancio Piero Mussida nega che l’Amministrazione Comunale dovrà sostenere per il progetto alcun costo, diretto o indiretto. Sottoposto a votazione il progetto “Flow City” viene approvato con 10 voti a favore, 9 contrari e 1 astenuto.

Ma il percorso tortuoso non è terminato: l’11 Febbraio il Consiglio viene convocato per l’approvazione del Piano economico-finanziario relativo al progetto, ma la maggioranza all’ultimo momento ha ritienuto di sospendere la trattazione in seguito alla proroga dei finanziamenti della Regione fino a metà Aprile. Il Movimento R-Evoluzione in segno di protesta ha occupato la sala consiliare, denunciando il comportamento a parer loro ambiguo di Casale Democratica, che se inizialmente si era duramente opposta alle irregolarità procedurali relative al progetto Flow City ora ha accettato passivamente la sospensione del Consiglio Comunale; vengono tirati in ballo accordi tra centro-destra e centro-sinistra fatti sopra le teste dei Consiglieri anche da parte di Casale Domani. E giù dichiarazioni e lettere alla stampa dove ogni partito prende a male parole gli altri.

In questa confusione totale siamo arrivati alla farsa di Martedì 18 Febbraio, con la “malattia” che colpisce praticamente tutta la maggioranza, che non potendo garantire i numeri diserta quindi il Consiglio. La verità è che mancano i pareri favorevoli obbligatori del Responsabile del Settore Finanziario e del Revisore dei Conti, nonostante le false promesse della Giunta di centro-destra. Arriviamo così ai nostri giorni, con nuovi annullamenti e la nuova convocazione d’urgenza per Sabato 22 Febbraio alle 12.

Noi di Casale 5 Stelle nutriamo serissimi dubbi sull’intera faccenda. “Flow City” sulla carta potrebbe essere una struttura utile alla nostra città, previa necessaria indagine dei reali bisogni sociali. Ma ci preoccupa l’idea che un progetto tanto ambizioso sia stato approvato senza che si abbia la certezza di essere in grado di trovare il denaro necessario a coprirne la spesa. Ci chiediamo se le Amministrazioni Comunali, quella attuale e quella futura, vorranno reperire questo denaro dalle tasche già alleggerite dei Cittadini. Ci chiediamo se non si tratti di una bieca manovra politica operata da un’Amministrazione logora, senza idee ed ormai senza maggioranza; se sia un caso che tale progetto sia stato avviato proprio ora, a pochi mesi dalle elezioni comunali, dall’Amministrazione di centro-destra che, vedendosi braccata da una probabile sconfitta, non abbia voluto farsi bella agli occhi degli elettori per aver avviato il magnifico progetto “Flow City”, scaricandone però i costi sull’Amministrazione futura ed indebitando ulteriormente il Comune, dopo tanta propaganda al taglio del debito. Ci chiediamo, in fin dei conti, se in questa faida tra partiti a rimetterci non saranno ancora una volta gli incolpevoli Cittadini di Casalpusterlengo.

[Grazie al Consigliere Andrea Bossi per il brillante titolo dell’articolo]

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