Consuntivo Bilancio 2013

Di seguito il testo dell’intervento del nostro portavoce Consigliere Angelo Caccialanza al Consiglio Comunale di Mercoledì 9 Luglio 2014, in merito al consuntivo del Bilancio 2013 ed ai debiti fuori Bilancio.

“Stasera, 9 Luglio 2014, siamo chiamati ad esprimere un parere sul consuntivo economico del Bilancio comunale relativo all’anno 2013; vorremmo soprassedere sull’evidente ritardo col quale viene discusso il rendiconto conclusivo della gestione amministrativa della precedente Giunta di centro-destra, secondo una prassi che purtroppo appare ormai consolidata.

Potremmo dire che noi non c’eravamo e che il tempo che abbiamo avuto per analizzare i dati è stato veramente poco: basterebbero queste due considerazioni per esimerci dall’esprimere giudizi. Tuttavia non possiamo fare finta di niente esaminando questi numeri, che comunque danno significato alle azioni che l’Amministrazione uscente ha messo in atto per la nostra comunità.

In primo luogo dobbiamo rendere merito al Personale che ha collaborato alla formazione della documentazione contabile, che dal punto di vista tecnico riteniamo sia stata elaborata secondo la normativa vigente. Una normativa che per la verità, con l’abolizione dell’IMU e l’adozione di contromisure, ha di fatto allungato i tempi, spingendo ad approvare il Bilancio preventivo del 2013 a Novembre, praticamente a fine anno: in una Nazione seria questo sarebbe più che sufficiente per dichiarare il fallimento dell’Amministrazione centrale.

Ma è analizzando i dati di Bilancio che possiamo estrapolare le motivazioni politiche per le quali riteniamo che le scelte fatte siano servite a nascondere ai Cittadini la reale situazione economica in cui ci troviamo e che alla fine si sia attuata una politica di impoverimento di Casalpusterlengo. Alla riduzione dei trasferimenti ed ai vincoli del Patto di Stabilità, che implicavano una riduzione della spesa, si è sopperito con la vendita di beni patrimoniali e lo scorporo di servizi.

Non vediamo forti risparmi e riduzione del debito. La diminuzione dell’esposizione debitoria corrisponde al puntuale pagamento delle rate di mutuo in scadenza; tale operazione non richiede un’azione politica particolare, essendo sufficiente l’attenzione di un impiegato diligente.

Non possiamo non rilevare altri fatti. Come l’avvio, pur senza obblighi di legge, del progetto di Gestione Associata dei servizi fondamentali con 6 Comuni limitrofi, con l’impiego di risorse economiche ed umane; salvo poi constatare per alcuni settori il fallimento di tale iniziativa, coi lavori organizzativi entrati in una fase di stallo che tutt’oggi permane.

Nel campo delle politiche sociali stiamo pagando la furbizia nel voler cercare di sfuggire al Patto di Stabilità; invece di riconoscere la scelleratezza di questo patto imposto dall’Unione Europea, si sono esternalizzati alcuni servizi socio-assistenziali, prima aderendo ad un Consorzio provinciale e poi costituendo un’Azienda Speciale a partecipazione comunale. Il legislatore non è però amico dei furbi e ha messo anche le Aziende Speciali sotto la mannaia del Patto di Stabilità. Nuovamente si è cercato allora di sfuggire alla rigidità legislativa; questa volta cedendo un ramo d’Azienda alla Regione con la creazione di una nuova Azienda di Servizi alla Persona, non certo gratuitamente e con un grosso interrogativo: ce la farà l’Azienda partecipata dal Comune a pagare i debiti?

Una riflessione finale: l’esito delle Elezioni del Maggio scorso ha ribaltato l’assetto politico ed ora ci troviamo in una situazione kafkiana. L’Assessore di centro-destra responsabile dell’atto amministravo che stiamo analizzando oggi si trova all’opposizione; il centro sinistra, che tanto ha criticato il Bilancio preventivo solo 8 mesi fa, ora governa la Città ed approva il Bilancio consuntivo senza muovere la minima critica in Commissione.

Il Movimento 5 Stelle non cambia idea col vento e per i motivi suddetti voterà contro.

Riconoscimento debiti fuori bilancio

  • D-Day snc di Pesatori Maria Teresa – Euro 10.175,50
    Il Giudice ha riconosciuto come non dovuto il plateatico per sedie e tavolini in quanto compreso nel canone. Che il debito sia da pagare è implicito nella sentenza del Giudice del Tribunale di Lodi depositata in Cancelleria il 23 Ottobre 2013. Il fatto preoccupante è che i Cittadini di Casalpusterlengo debbano pagare per una leggerezza che un buon Amministratore, senza bisogno di una preparazione professionale specifica, avrebbe sicuramente evitato cessando il contenzioso sul nascere.
    Nella motivazione della sentenza si legge: “… il Capitolato di gara in questione espressamente prevede all’Articolo 8, tra l’altro, l’obbligo del Comune di “permettere al gerente l’utilizzo delle aree verdi adiacenti al chiosco per l’installazione di attrezzature (sedie e tavolini) da collocare durante lo svolgimento delle attività”. Inoltre il Regolamento per l’applicazione del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, Articolo 24 Comma IV, prevede tra le varie tipologie di occupazioni non soggette al canone il caso di “occupazioni per le quali viene autonomamente corrisposto un canone concordato in sede di convenzione con i concessionari e stipulato per le singole fattispecie a seguito di gara o trattativa con soggetti interessati”.
    Stando a quanto apparso sulla stampa locale, il danno parrebbe quadruplo:
    1) Spese riconosciute al difensore del Comune per la resistenza in giudizio.
    2) Spese liquidate dal Giudice in sentenza (evitabili se il Comune avesse chiuso la vicenda stragiudizialmente).
    3) Spese per l’atto di precetto e per interessi legali.
    4) Spese per il pignoramento presso terzi effettuato presso la tesoreria comunale.
    Quest’ultime si sono rese necessarie per non aver voluto onorare il pagamento dell’atto di precetto e non possono proprio trovare alcuna giustificazione.
    Quindi va bene il riconoscimento del debito fuori bilancio per la COSAP non dovuta, ma anche un’eventuale azione di regresso verso chi non ha diligentemente operato (pubblico dipendente), nei confronti del quale si potrebbe sempre fare un esposto alla Procura Generale Regionale della Corte dei Conti.
  • Sentenza del Tribunale del Lavoro per causa Comandante Laura Chiesa – Euro 1.395,68
    Anche in questo caso si ravvisa che il debito è stato generato da una distrazione. Infatti erano ben conosciute le funzioni riservate al Comandante della Polizia Municipale, in quanto il Sindaco stesso con Decreto n. 5/2012 aveva confermato gli incarichi riconoscendo il compenso di euro 12.911,42.
    Non poteva nemmeno sfuggire il Regolamento di Polizia Municipale del Comune di Casalpusterlengo, che all’Articolo 8 disciplina le attribuzioni del Comandante della Polizia Municipale, elencando puntualmente i relativi compiti.
    Da questi documenti risultava evidente l’illegittima limitazione degli incarichi al Comandante, col loro contestuale affidamento al Vice Comandante.
    L’importo del debito è sicuramente limitato, ma non bisogna dimenticare che almeno 10.000 euro sono stati spesi per contrastare le legittime pretese del Comandante della Polizia Municipale.
    Riteniamo che la facilità nell’usare i soldi dei contribuenti per mere controversie risolvibili con il buon senso debba cessare; anche in questo caso sì al riconoscimento del debito fuori bilancio, ma anche ad una eventuale azione di regresso nei confronti di chi ha sbagliato.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...