Sanità in Lombardia

Sanità in Lombardia

Il 14 Luglio il Consiglio Regionale lombardo comincerà a discutere il Progetto di Legge (PdL) 228 dal titolo riassunto “Evoluzione del Sistema Socio Sanitario Lombardo”; la versione che va in aula è la quarta, da Dicembre a oggi, imposta dalla maggioranza. Il Presidente della Commissione Sanità Rizzi, leghista di ferro, ha deciso d’imperio di non abbinare i PdL sullo stesso argomento presentati non solo dal M5S, ma anche dal PD e perfino da due gruppi della stessa maggioranza, Forza Italia e NCD.

Rizzi ha inoltre imposto di stralciare una parte consistente degli articoli presenti nella prima versione del PdL sulla sanità, in modo da arrivare in aula prima delle vacanze; la parte presa in considerazione ora è solo quella che riguarda la “governance” della sanità lombarda e quindi il numero di poltrone da assegnare. La ragione di tanta fretta è da ricondurre al fatto che a fine 2015 scadranno i mandati ai Direttori Sanitari di tutta la regione; se non si arriva a votare il PdL entro l’estate non si farà in tempo a redigere i relativi decreti attuativi. Il Presidente della Commissione ha assicurato che la parte restante, in cui sono presenti argomenti fondamentali quali Salute mentale, Veterinaria, Farmacie e Funeraria, verrà trattata in un fantomatico PdL 228 “bis” da Settembre in poi.

L’iter di questo PdL è stato delirante. Prima il testo originario è stato rimpiazzato completamente con un maxi-emendamento, al quale il M5S ha proposto sub-emendamenti in Commissione; poi un maxi-sub-emendamento ha sostituito di nuovo tutto, facendo di conseguenza decadere i nostri sub-emendamenti. E ora corre voce che in aula verrà presentato un ulteriore maxi-emendamento a quest’ultimo testo…

Non pago di queste gesta, Rizzi ha calendarizzato la discussione sul Pdl più importante della legislatura solo per quattro sedute di Commissione, una vera presa in giro che vanifica tutte le dichiarazioni fatte dalla maggioranza sul lavorare in modo serio, approfondito e condiviso. I lavori d’aula sono previsti il 14, 15, 16, 17 Luglio con seduta anche notturna; poi riprenderanno dopo i due giorni di Consiglio per il Bilancio il 30, 31 Luglio e 4, 5 Agosto, sempre con seduta anche notturna.

Entrando nel merito, queste sono le principali osservazioni che il M5S farà in fase di discussione:

  • Manca un quadro epidemiologico e quindi manca completamente un’analisi dello stato di fatto, indispensabile per una programmazione efficiente; aumentano gli anziani e i cronici, ma non sono pervenuti i dati sulla situazione effettiva.
  • Si parla di risparmio sulla spesa sanitaria ma non ci sono indicazioni su dove e come si intende risparmiare, aumentando l’efficienza dell’attuale sistema; quando il Presidente Maroni dichiara che si risparmieranno 400 milioni si riferisce alla centrale unica acquisti, come da programma elettorale del M5S, e non a questa “riforma”.
  • Affermano di aver ridotto le poltrone dei Direttori Generali e sulla carta parrebbe così, però non è ancora chiaro se ci sia effettivamente un risparmio, perché si aggiunge la nuova figura del Direttore Socio-Sanitario. Da 15 ASL si passerà a 8 ATS (Agenzie di Tutela della Salute, che si occuperanno di programmazione e controllo), che avranno sotto le ASST (Aziende Socio-Sanitarie Territoriali, che si occuperanno di cure ospedaliere e degli attuali servizi dell’ASL), le aziende ospedaliere più importanti e gli IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico); le ASST, con comprensori di 300-400.000 abitanti, saranno divise in Settore Territoriale/Sociale e Settore Ospedaliero. Casalpusterlengo entrerà nell’ASST di Lodi e Melegnano insieme agli altri poli ospedalieri ora afferenti all’ASL di Lodi e Milano 2 (il Maggiore, Sant’Angelo, Codogno, Vizzolo, Cassano, Melzo, Gorgonzola, Cernusco e Vaprio), all’interno dell’ATS della Città metropolitana.
  • L’assessorato al welfare diventerà unico e questo ci sta bene; ma si parla già di un Assessore tecnico che avrà sotto di lui due sotto-segretari, quindi l’attuale poltrona potrebbe triplicarsi.
  • I controlli verranno fatti solo sulle aziende programmatrici, cioè le ATS, e non su chi eroga i servizi, cioè le ASST e le AO, quelli più a rischio stando a vedere i casi recenti (vedi S. Raffaele e Maugeri).
  • Alcune strutture sanitarie sono già state trasformate in POT (Presidi Ospedalieri Territoriali): nel PdL si parla di strutture multi-servizi o di ricovero a media e bassa intensità per acuti e cronici, prestazioni socio-sanitarie e ambulatoriali. Quindi deciderà sempre il DG, con il rischio che si smantellino alcuni servizi, magari per favorire il privato, e che alcuni ospedali piccoli ma molto utilizzati dal territorio si trasformino in poliambulatori; per ora ne sono stati decisi 10.
  • Nelle ultime versioni è stata introdotta la sperimentazione gestionale mista pubblico-privato, prevista dalla Legge nazionale n° 502, molto discrezionale e di difficile controllo; qui si legge chiaramente la volontà di spostarsi verso il privato.
  • La Sanità voluta dall’ex-governatore Formigoni, in atto dal 1997 a oggi, è “ospedalo-centrica” e questo ha portato alla chiusura o riduzione dei servizi sul territorio; la riforma ora in discussione dovrebbe servire proprio per colmare questa carenza. In realtà questo PdL non risolve il problema, perché non ci sono indicazioni precise sul coinvolgimento dei medici di famiglia, che dovrebbero avere un ruolo di maggiore peso nella presa in carico del paziente, soprattutto cronico.
  • Viene ulteriormente sminuito il ruolo degli Enti locali, che non hanno alcun reale potere decisionale ma vengono solo informati all’interno dei piani di zona; molti Sindaci si sono già lamentati. Il problema è quello della quota capitaria, che viene data in base al numero di abitanti.
  • Sparisce per ora la riedizione della “Legge Daccò”, così chiamata perché sarebbe nata “su ispirazione” del lobbista ciellino vicino a Formigoni e che avrebbe permesso al San Raffaele e al Maugeri di godere di rimborsi gonfiati; purtroppo però pare che verrà riproposta in aula riformulata.
  • Le divisioni territoriali sono state decise per accontentare le richieste interne della maggioranza, senza tener conto di flussi e richieste del territorio.
  • La prevenzione primaria è accennata ma non viene investita dell’opportuna importanza, cioè mantenere le persone sane; quest’ultimo punto dovrebbe essere il nodo centrale del ripensamento del sistema sanitario. Il problema è che una persona sana non rende economicamente nulla all’industria sanitaria.

Vi terremo aggiornati degli sviluppi grazie ai portavoce M5S in Regione, costantemente in contatto col nostro gruppo attraverso il Consigliere Comunale Angelo Caccialanza.

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